Data: 20/10/2022 12:00:00 - Autore: Valeria Zeppilli

Cosa sono gli alimenti

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Il nostro ordinamento, in risposta al principio di assistenza e solidariet� all'interno del nucleo familiare, prevede una serie di prestazioni di carattere patrimoniale, che si estrinsecano nel versamento di una somma di denaro a chi ne ha bisogno da parte di chi sta meglio.

Tra tali prestazioni rientrano i cosiddetti alimenti, corrisposti a chi si trova in stato di bisogno, e non pu� sopperirvi lavorando, da soggetti ben individuati dal codice civile, tra i quali spicca il coniuge.

Vedi la guida Diritto agli alimenti

Che differenza c'� tra alimenti e mantenimento

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Gli alimenti, quando sono versati da un coniuge all'altro a seguito di separazione o divorzio, vanno tenuti distinti dal mantenimento perch� mentre quest'ultimo spetta solo a determinate condizioni ed � volto a garantire all'ex la conservazione del tenore di vita goduto durante il matrimonio, gli alimenti spettano nel caso in cui uno dei due coniugi sia svantaggiato e ne abbia bisogno per il soddisfacimento dei bisogni basilari. Chiaramente, l'altro deve essere in grado di corrisponderli.

Quando si ha diritto agli alimenti

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Alla base dell'assegno alimentare, insomma, c'� l'assenza di reddito del beneficiario e l'incapacit� di procurarselo, con conseguente impossibilit� di provvedere autonomamente al proprio sostentamento.

Lo stato di bisogno deve essere effettivo e tale da impedire a chi vi si trovi di far fronte alle spese basilari della vita, come quelle per il vitto e per l'alloggio.

L'incapacit� di procurarsi un reddito, invece, non � connessa solo all'assenza delle condizioni fondamentali per lavorare, ma anche, ad esempio, al fatto di non aver mai lavorato o di non aver l'et� per poter lavorare.

Chi sono gli obbligati agli alimenti

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Obbligato agli alimenti, in ogni caso e come accennato, non � solo il coniuge.

Ad essere chiamati a sostenere economicamente chi non � in grado di farlo da solo, infatti, sono diversi soggetti secondo una gerarchia stabilit� dalla legge tenendo conto dell'intensit� del legame personale.

Il coniuge � il primo soggetto tenuto a corrispondere l'assegno alimentare, anche se separato.

Ad esso fanno seguito i figli, anche adottivi e, in loro mancanza, i discendenti prossimi; i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi; gli adottanti; i generi e le nuore; i suoceri; i fratelli e le sorelle germani e i fratelli e le sorelle unilaterali.

Se ci sono pi� obbligati di pari grado, gli alimenti vengono corrisposti in maniera concorrente tenendo conto delle condizioni economiche di ciascuno di essi, a meno che il giudice non disponga, temporaneamente, che l'obbligazione venga posta a carico di un solo obbligato.

Una volta che siano stati assegnati gli alimenti, la constatazione che uno degli obbligati di grado anteriore sia in condizione di poterli somministrare non � da sola sufficiente a liberare l'obbligato di grado posteriore: a tal fine � infatti necessario che l'autorit� giudiziaria abbia prima imposto all'obbligato di grado anteriore di somministrare gli alimenti.

Calcolo dell'importo

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Fatta questa breve premessa in materia di alimenti, vediamo ora come si calcola il loro importo.

L'entit� dell'assegno viene determinata tenendo conto dei criteri stabili dall'articolo 438 del codice civile, il quale sancisce che essi devono essere assegnati in proporzione sia del bisogno di chi li richiede che delle condizioni economiche di chi � tenuto a corrisponderli. In ogni caso il loro importo non deve superare quanto � necessario per la vita dell'alimentando, avuto riguardo alla sua posizione sociale.

A tal proposito, la giurisprudenza ha precisato che quando si provvede al riconoscimento del diritto agli alimenti e alla sua quantificazione e alla ripartizione del relativo onere tra eventuali pi� obbligati, il raffronto fra le rispettive condizioni economiche deve essere effettuato tenendo conto della situazione in atto. Ci� vuol dire che si deve prescindere da eventuali situazioni e vicende future, come la probabile riscossione di crediti: di queste, infatti, si potr� nel caso tenere conto in una successiva revisione delle statuizioni circa gli alimenti.

Tenendo conto di ci�, l'importo dell'assegno alimentare deve essere tale da garantire al beneficiario il vitto, l'alloggio, le cure mediche, l'abbigliamento e tutto ci� che si renda eventualmente necessario per garantirgli un'esistenza dignitosa.

Come si evince dalla lettera della norma, fondamentale � prendere in considerazione anche la posizione sociale dell'alimentando.

Si precisa che, nel valutare lo stato di bisogno di colui che richiede l'assegno, si deve tenere conto di tutte le risorse economiche delle quali questi disponga, quindi anche dei redditi ricavabili dal godimento di beni in propriet� o usufrutto e della idoneit� di questi a soddisfare le sue esigenze primarie.

Un caso in cui l'importo dell'assegno di mantenimento si determina in maniera peculiare � quello in cui ad esserne gravato � il donatario: questo, infatti, � tenuto all'assistenza solo entro il valore della donazione esistente nel suo patrimonio.

Altra situazione che il codice civile tratta in maniera peculiare � quella in cui gli alimenti sono corrisposti dai fratelli o dalle sorelle: l'articolo 439 del codice civile, infatti, precisa che in tal caso l'obbligo riguarda solo lo stretto necessario, pur potendo ricomprendere anche le spese per l'educazione e l'istruzione se il beneficiario � un minore.

Modalit� di adempimento

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Una volta che sia stato stabilito di cosa l'alimentando abbia effettivamente bisogno, generalmente si prevede la corresponsione di un assegno periodico che tenga conto di ci�.

Alternativamente � anche possibile, per l'obbligato, accogliere l'alimentato a casa e farsi carico in questo modo delle sue esigenze. � per� necessario che questi vi acconsenta.

Revisione dell'importo

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In ogni caso, anche dopo l'assegnazione, l'obbligo alimentare pu� non solo cessare ma anche essere ridotto o incrementato nell'ammontare.

Ci� avviene, principalmente, nel caso in cui mutino le condizioni economiche di chi somministra gli alimenti o di chi li riceve e su provvedimento dell'autorit� giudiziaria.

La riduzione degli alimenti, inoltre, pu� derivare anche da una condotta disordinata o riprovevole dell'alimentato.


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