Data: 07/10/2018 19:00:00 - Autore: Valeria Zeppilli

di Valeria Zeppilli � Se la Procura della Repubblica ordina lo sgombero di immobili occupati abusivamente, la pubblica amministrazione competente deve provvedere tempestivamente all'esecuzione di tale provvedimento e non � possibile attuare una strategia "attendista" giustificandola con l'esigenza di evitare che vengano posti in essere disordini pi� gravi.

Il richiamo, di fatto rivolto al Viminale, arriva dalla Corte di cassazione che, con la sentenza numero 24918/2018 qui sotto allegata, ha decretato che, se lo sgombero viene ritardato a lungo lo Stato deve risarcire i danni ai proprietari.

Condotta colposa del Viminale

I giudici della terza sezione civile hanno, pi� precisamente, sancito che la discrezionalit� di cui gode la pubblica amministrazione non pu� estendersi sino a stabilire se un provvedimento dell'autorit� giudiziaria debba o non debba essere eseguito. Diversamente, infatti, si stravolgerebbe "ogni fondamento dello Stato di diritto".

Tale principio, per la Corte, � ancor pi� ineludibile se il provvedimento giudiziario ha ad oggetto il diritto di propriet�, tutelato sia dalla Costituzione italiana che dalla CEDU, e comporta che deve ritenersi colposa la condotta dell'amministrazione dell'interno che, come accaduto nella vicenda oggetto della recente sentenza, trascuri per sei anni di dare attuazione al provvedimento di sequestro con contestuale ordine di sgombero di un immobile abusivamente occupato.

La legalit� va ripristinata

Nello stesso giorno in cui il decreto Salvini sulla sicurezza (e con esso, quindi, anche la sua stretta sulle occupazioni abusive) ha ottenuto il via libera del Quirinale, la Corte di cassazione richiama alla legalit�, considerandola l'unico modo per tutelare l'ordine pubblico, che non pu� essere invece legittimamente preservato "assicurando al reo, per sei anni, la possibilit� di godere del frutto del reato" e garantendo "a dei riottosi il godimento dei beni altrui".

Lo stato di bisogno non rileva

L'occupazione, per i giudici, � sempre un reato e resta tale, quindi, anche se il reo si trova in uno stato di vero o presunto bisogno.

Per garantire il diritto a una casa, insomma, lo Stato non pu� temporeggiare nell'eseguire gli sgomberi, agendo a spese dei privati cittadini, ma deve semmai agire seguendo la via legale che � quella dell'edificazione di alloggi o dell'espropriazione di private dimore pagando il giusto indennizzo.

Del resto, per la Corte, "Che si tratti di dare esecuzione ad un ordine di ripristino dei segni di confine tra fondi miserrimi, o di assicurare alla giustizia il pi� spietato boss d'una cosca sanguinaria, la discrezionalit� amministrativa cessa: altrimenti, per dirla con Blaise Pascal, 'non rendendo forte la Giustizia, si finirebbe per rendere giusta la Forza'".


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