Data: 11/07/2019 15:30:00 - Autore: Eliana Messineo
Avv. Eliana Messineo - Abbaiare � un diritto esistenziale dei cani. Sul punto � ormai univoca la giurisprudenza di merito e di legittimit�.

Il diritto di abbaiare

All'uopo, va ricordata una sentenza del 11 agosto 2006 del Giudice di Pace di Rovereto chiamato a pronunciarsi sul ricorso di un signore che, esasperato dal continuo abbaiare dei due dobermann dei vicini, aveva agito in giudizio chiedendo il risarcimento dei danni.
Il Giudice di Pace ha respinto il ricorso, affermando che " abbaiare � un diritto esistenziale dei cani" e definendo il collare anti-abbaio uno strumento " lesivo dei diritti degli animali".
Ed ancora, importante caposaldo della materia � la storica sentenza del Tribunale di Lanciano del 19 giugno 2012 che ha stabilito che, nei limiti della normale tollerabilit� di cui all'art. 844 c.c. " i cani hanno tutto il diritto di abbaiare, specie se qualcuno o qualcosa si avvicina al loro territorio di riferimento e purch� non si superi la soglia di tollerabilit� stabilita nel codice".
Abbaiare � un diritto sacrosanto del cane soprattutto quando aiuta l'uomo nella difesa della sua propriet� come nel caso portato davanti al Giudice di Lanciano ove i due cani, accusati dai vicini di disturbare con il loro abbaio, appartenevano ad una famiglia residente in campagna. Solo se l'abbaio diventa troppo molesto e patologico � necessario intervenire.

Il limite di tollerabilit� ex art. 844 c.c.

I cani possono, dunque, abbaiare ma con "moderazione".
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza n. 7856 del 26 marzo 2008 che, con riferimento alla vicenda dell'abbaio di un cane tenuto in appartamento, ha cos� statuito " la presenza di un cane all'interno di una struttura condominiale non deve essere lesiva dei diritti degli altri condomini, sicch� i proprietari dell'animale devono ridurre al minimo le occasioni di disturbo e prevenire le possibili cause di agitazione ed eccitazione dell'animale stesso, soprattutto nelle ore notturne; occorre, per�, tenere presente che la natura del cane non pu� essere coartata al punto da impedirgli del tutto di abbaiare e che episodi saltuari di disturbo da parte dell'animale possono e devono essere tollerati dai vicini in nome dei principi del vivere civile. In tema di immissioni in ambito condominiale, superano la normale tollerabilit� i rumori derivanti dai latrati insistenti del cane e dalle riunioni rumorose".
In tema di diritto del cane di abbaiare, la disciplina di riferimento, sotto il profilo civilistico, � quella delle immissioni prevista dall'art. 844 c.c., posto che il rumore del cane che abbaia � un'immissione.
Com'� noto, l'art. 844 c.c. stabilisce che " il proprietario di un fondo non pu� impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilit�, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi. Nell'applicare questa norma l'autorit� giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della propriet�. Pu� tener conto della priorit� di un determinato uso".
Il criterio della normale tollerabilit� indicato dall'art. 844 c.c. non ha carattere assoluto, ma relativo nel senso che non esiste una misura precisa fissata dal legislatore oltre la quale l'abbaiare del cane � vietato.
La valutazione volta a stabilire se le immissioni restino comprese o meno nel limite stabilito dalla norma deve essere effettuata caso per caso tenendo in considerazione sia lo stato dei luoghi (i rumori presenti in citt� non sono paragonabili ai rumori di una casa isolata o in campagna), sia la sensibilit� dell'uomo medio.
Secondo la giurisprudenza si ritiene intollerabile ogni interferenza acustica che superi la misura di 3 decibel il rumore di fondo dell'ambiente circostante.
Sul piano probatorio, il superamento del limite della normale tollerabilit� potr� essere oggetto di accertamento da parte di un consulente tecnico o essere oggetto di deposizione testimoniale.
La giurisprudenza ha dato anche la definizione di rumore in accordo con l'art. 844 c.c. affermando che lo stesso pu� consistere in un "qualunque stimolo sonoro non gradito all'orecchio umano che per le sue caratteristiche di intensit� e durata pu� divenire patogeno per l'individuo" (cfr. Tribunale Napoli, Sez. X, n. 11927/1990).

La proposta di legge

Il 23 maggio 2018 � stata presentata alla Camera una proposta di legge, a firma della deputata Michela Vittoria Brambilla, di modifica dell'art. 844 c.c., in materia di immissioni sonore da parte degli animali, con l'aggiunta del seguente comma:
"Il proprietario o detentore di animali non � tenuto ad impedire le immissioni sonore da parte degli stessi se queste non superano la normale tollerabilit�. L'autorit� giudiziaria, nell'applicazione del presente comma, tiene conto prioritariamente del benessere dell'animale e in nessun caso dispone l'allontanamento coatto dello stesso. Il proprietario o detentore non pu� essere perseguito o punito a causa delle immissioni sonore da parte del proprio animale".

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